Il barbiere di Stalin non si sentiva minimamente responsabile dei crimini del dittatore, pur servendolo fedelmente e rinunciando a “farsi giustizia con la lama”. Eppure lui contribuiva ad accrescerne il fascino curandogli i celebri baffi.Come lui, anche noi ci dichiariamo regolarmente innocenti pur flirtando ripetutamente con il male, o almeno con l’irresponsabilità sociale che caratterizza l’Italia.
Ogni giorno subiamo o assistiamo a ingiustizie e disservizi, ma non c'è ne sentiamo responsabili. La responsabilità sociale, insomma, è la somma delle responsabilità individuali nel lavoro e nella vita.
Paolo D'Anselmi, Il barbiere di Stalin. Critica del lavoro (ir)responsabile, Università bocconi editore, 2008.
